venerdì 1 aprile 2011

La Ragade Anale

Le ragadi sono ulcerazioni croniche lineari della mucosa dell’ano.

Presenta la stessa frequenza nei due sessi, nel 70-80 % dei casi si presenta posteriormente, dove avviene l'incrocio delle fibre sfinteriche e quindi in una zona di minore resistenza.




Cause: Iniziamo considerando che l'ano è circondato da un muscolo chiamato sfintere, un muscolo a forma di anello che circonda l'ano. La contrazione dello sfintere impedisce l'uscita del materiale fecale dal retto, mentre il suo rilassamento permette la regolare defecazione.
Lo sfintere è costituito da due parti: lo sfintere involontario e lo sfintere volontario. Lo sfintere involontario è un muscolo di cui la contrazione ed il rilassamento sono gestiti dal sistema nervoso centrale. Lo sfintere volontario, invece, è controllato dalla nostra volontà, e possiamo contrarlo o rilassarlo a nostro piacimento.
Tornando alla lacerazione della mucosa dell'ano, affinchè una ferita al livello della mucosa si rimargini occorre che lo sfintere non sia eccessivamente contratto, anzi deve essere moderatamente rilassato.
Per fenomeni diversi, spesso di natura sconosciuta, accade che lo sfintere involontario resti ipercontratto per lunghi periodi di tempo, e questo in sé non rappresenterebbe un problema se la mucosa dell'ano fosse integra.
Ma se la pelle è lacerata, ovvero se è già presente una piccola ferita, accade che la cicatrizzazione e la guarigione non possano più avvenire e la lacerazione si trasforma nella cosiddetta "ragade". Principale causa della formazione di una ferita iniziale è sicuramente l'emissione di feci dure, che determinano la lacerazione del'epitelio anale, seguono la diarrea, l'infiammazione locale. Lo stress e la somatizzazione possono, tramite lo spasmo anale, determinare il mantenimento della ragade. Più rare quelle secondarie a traumatismi e a interventi chirurgici (fistulectomie, emorroidectomie).
Riassumendo, la ragade è un piccolo "taglietto" sulla mucosa dell'ano che non guarisce più a causa di una lunga e persistente contrazione dello sfintere involontario.

Sintomatologia: Il dolore è il principale sintomo dovuto alla scomparsa dell'epitelio del canale anale. La peculiarità del dolore da ragade anale è di manifestarsi in tre tempi. All'inizio, nel momento di passaggio delle feci il dolore è acuto, come punture di spillo, quindi segue un periodo libero dal dolore e dopo 5-10 minuti compare un dolore vivo, urente, insopportabile che si protrarrà per ore scomparendo spontaneamente solo successivamente. Spesso alla fine della defecazione sono presenti un modesto sanguinamento, prurito e bruciore. A volte il dolore si manifesta solo con la fase post-defecatoria.

Terapia: Per consentire la guarigione della ragade è necessario rilassare in qualche modo lo sfintere involontario, in modo da dare tempo alla lacerazione di guarire in modo spontaneo. Per ottenere questo scopo vi sono diversi metodi:
· applicazione di pomata a base di nitroglicerina
· dilatatori meccanici
· intervento chirurgico
Occorre dire che la terapia medica, con l’utilizzo della pomata ed eventualmente l’ausilio dei dilatatori, non sempre porta ad una guarigione della ragade. Attualmente, secondo vari studi, la probabilità di guarigione con la terapia medica è attorno al 40-50%.

Pertanto l'unico vero metodo definitivamente risolutivo per le ragadi anali è l'operazione chirurgica eseguita da uno specialista del settore. Una operazione ben eseguita impedisce sicuramente anche la ricaduta e quindi la ricomparsa a distanza di tempo della ragade.
L'intervento chirurgico è poco impegnativo per il paziente, e viene eseguito in regime di Day Surgery. L'intervento richiede l'anestesia locale, ma si consiglia una leggera sedazione. In genere l’intervento dura circa 15 minuti.
A seconda del tipo di ragade e della sua gravità si possono eseguire 3 tipi di intervento. Il più semplice consiste nella sola cauterizzazione della ragade. A questo si può associare una sfinterotomia laterale, cioè il taglio parziale dello sfintere involontario a circa 1 cm dall’ano attraverso un taglio di appena 1cm circa di lunghezza. Infine in alcuni casi si effettua una anoplastica, ossia l’asportazione della ragade insieme alla mucosa circostante e chiusura mediante una piccola plastica con riporto mediante lembo della mucosa appena a monte della lacerazione.
La defecazione può avvenire da subito regolarmente e senza problemi. La chiusura della piccola ferita cutanea (solo nel caso della sfinterotomia) avviene in circa un mese. In nessun caso ci saranno punti da togliere poiché nella sfinterotomia il taglio è così piccolo da non necessitare l’apposizione di punti di sutura, nell’anoplastica invece i punti sono sottilissimi e riassorbibili.
Il post-operatorio non è doloroso, per qualche eventuale fastidio si possono prendere i tradizionali antidolorifici all'occasione. Ci si può sedere già dal giorno dell'operazione.
L’intervento chirurgico funziona perché il taglio parziale dello sfintere involontario, se ben eseguito, è la garanzia contro il ritorno della ragade. Uno sfintere involontario parzialmente tagliato impedirà per sempre quelle contrazioni involontarie che non permettono la guarigione delle lacerazioni della pelle dell'ano, ed allo stesso tempo continua ad esercitare la sua capacità di contenimento nei limiti del normale.
Il taglio eccessivo dello sfintere involontario o, peggio, il taglio indesiderato dello sfintere volontario, possono rendere la persona invalida. Quindi è bene che l'operazione sia eseguita da un chirurgo di provata esperienza.