lunedì 18 aprile 2011

Cura delle emorroidi con Stapler (Intervento di Longo)

Il canale ano rettale è tappezzato dalla mucosa, questa mucosa per vari motivi tende a “scendere” (età, sforzi, alimentazione errata, stitichezza ecc. ) in quanto perde la capacità di rimanere fissa ai muscoli sfinteriali, e si spinge in basso verso l’orifizio anale.
Così facendo le vene emorroidarie fuoriescono al di fuori dell’ano provocando i sintomi della malattia emorroidaria (prolasso, sanguinamenti, crisi dolorose).
Il razionale dell’emorroidopessi è quello di non asportare le emorroidi (i plessi emorroidari sono infatti comunque presenti anche nel soggetto sano), ma di rimuovere una banda circolare di mucosa rettale, attraverso una suturatrice meccanica (dispositivo comunemente usato per la costruzione delle suture - o anastomosi - intestinali).
La cura chirurgica oggi, non è più quella di asportare chirurgicamente le vene emorroidarie prolassate, ma eliminare il prolasso, causa della fuoriuscita delle emorroidi, e riportare le vene emorroidarie nella loro sede abituale, cioè all’interno del canale anale.
Eseguire quindi una "prolassectomia" della mucosa esuberante e ritornare ad una situazione di normalità. Si ottengono così due scopi, da una parte eliminare il prolasso e fare si che le emorroidi non possano più prolassarsi al di fuori del canale anale e dall’altra ripristinare una giusta circolazione venosa senza più sanguinamenti.
L'emorroidopessi con Stapler (conosciutta come intervento di Longo dal nome suo ideatore) è diventato negli ultimi anni l'intervento di scelta per le emorroidi di II grado avanzato, di III e IV grado e per i prolassi della mucosa rettale. L'intervento consiste nell'effettuare un "lifting" del canale anale, mediante l'aiuto di una suturatrice meccanica, capace di asportare la mucosa rettale ed emorroidaria prolassante, e ricreare un canale anale anatomicamente fisiologico. Dal momento che la sutura e' interna al canale anale, in zone molto poco innervate dal punto di vista dolorifico, i fastidi, nei giorni seguenti l'operazione, sono molto ridotti.
La metodica può essere eseguita in anestesia locale, associata ad una blanda sedazione endovenosa, oppure in anestesia spinale o generale e può essere eseguita in regime di Day Surgery, con un rapido ritorno alle normali attività lavorative.
Tale metodica ha visto diminuire drasticamente il dolore post-operatorio di circa il 70-80% rispetto ai precedenti interventi.

Prolasso prima dell'intervento


Sutura e scomparsa del prolasso
dopo l'intervento

Descrizione dell'intervento


Dopo un’accurata lubrificazione del margine anale, un dilatatore anale circolare (CAD), munito di otturatore, è introdotto con piccoli movimenti rotatori atraumatici.
L’introduzione del CAD provoca la riduzione del prolasso, dell’anoderma e di parti della mucosa rettale. Dopo aver tolto l’otturatore, la mucosa prolassata protrude nel lume del CAD. Essendo trasparente, il CAD permette di visualizzare la linea pettinata, consentendo al chirurgo di verificarne la corretta posizione. Si fissa quindi il CAD al perineo mediante tre o quattro punti di seta.


L’anoscopio per suture a borsa di tabacco è introdotto attraverso il CAD.
Questo strumento sposterà il prolasso mucoso lungo le pareti rettali su una circonferenza di 270°, mentre la mucosa che fuoriesce dall’apertura può essere facilmente contenuta in una sutura che comprenda solo la mucosa e la sottomucosa. Questa sutura deve essere confezionata almeno 3 cm sopra l’apice delle emorroidi, e la distanza può essere aumentata in proporzione all’estensione del prolasso rettale. Ruotando sarà possibile completare una sutura a borsa di tabacco intorno all’intera circonferenza anale.






Si apre completamente la suturatrice circolare per il trattamento delle emorroidi e si introdurre la testina oltre la borsa di tabacco. La suturatrice viene ritirata leggermente in modo da permettere di vedere la sutura a borsa di tabacco. A questo punto si chiude a borsa di tabacco. Con l’aiuto di un passabili i capi dei fili vengono passati attraverso ed all’esterno dei fori della suturatrice.



Mantenendo una trazione moderata sulla borsa di tabacco, la mucosa prolassata viene mantenuta nell’alloggiamento dei punti della suturatrice. Si avvita lo strumento mediante rotazione completa del pomo di chiusura della suturatrice in senso orario. La suturatrice viene quindi azionata in modo deciso mantenendo il corretto asse.

A questo punto la suturatrice viene aperta leggermente e quindi rimossa.
Si controlla accuratamente l’emostasi e, se necessario, si appongono alcuni punti di sutura aggiuntivi usando filo assorbibile 3-0 con un ago piccolo. Si controlla infine la sutura interna con le clips in titanio ed il resecato chirurgico, per accertarsi che la tecnica sia stata realizzata correttamente.









RAZIONALE DELL'INTERVENTO DI
MUCOPROLASSECTOMIA SEC. LONGO MEDIANTE ANIMAZIONE