venerdì 1 aprile 2011

La Visita Proctologica

Il PROCTOLOGO è il Medico che si occupa delle malattie dell’ano e del retto: emorroidi, ragadi, fistole, polipi, infiammazioni e infezioni, ecc. Generalmente si tratta di un COLONPROCTOLOGO poiché si interessa anche delle patologie di tutto il colon.
La VISITA PROCTOLOGICA è generalmente molto agevole e può essere eseguita ambulatorialmente in pochi minuti, senza particolare preparazione: ciononostante fornisce, se fatta da specialisti competenti, notevoli indicazioni cliniche e può svelare malattie di semplice risoluzione o gravi patologie, la cui diagnosi precoce risulta determinante per le possibilità terapeutiche.
E’ per questo che la Visita Proctologica può e deve essere eseguita, senza timore e senza vergogna, ad ogni segno di fastidi, anche piccoli.
La Visita Proctologica è completata dall’ Ano-proctoscopia, cioè dall’osservazione dell’ultima porzione del retto e del canale anale, con un piccolo strumento: spesso si impiegano, anche negli adulti, anoscopi pediatrici, per cui non esiste il tanto temuto dolore della visita.
Generalmente i pazienti che richiedono una Visita Proctologica sono convinti di “soffrire di emorroidi”, per poi venire a conoscenza di una molteplicità di alterazioni diverse, tanto impensabili per loro, quanto semplici da risolvere per lo specialista: per questo nessuno dovrebbe curarsi da solo o copiare la cura “per le emorroidi” del vicino di casa, senza consultare il Proctologo.
COME SI ESEGUE

La Visita Proctologica consiste in un colloquio tra paziente e proctologo, in cui il paziente descrive tutti i sintomi per cui ha deciso di consultare lo specialista, e in un'ispezione esterna ed interna del canale anale per la diagnosi delle presunte patologie ano-rettali.
Dopo l’anamnesi il medico effettuerà una visita generale ed una ESPLORAZIONE RETTALE: cioè, delicatamente, verrà inserito un dito nell’ano precedentemente lubrificato
(solitamente si usa Luan pomata che contiene l’1% di lidocaina anestetica)
La posizione di Sims, con il paziente in decubito laterale sinistro, è quella più frequentemente utilizzata nel corso di una visita proctologica. La posizione è quella fetale: in laterale sinistra a gambe flesse; alcuni proctologi usano la posizione in ginocchio, ma tale posizione talvolta è fastidiosa per il paziente, sia fisicamente che, soprattutto, psicologicamente.


Con una prima ispezione sarà possibile visualizzare, ad esempio, la presenza di un ano beante, una micosi, la presenza di cicatrici, ragadi anali, fistole, ascessi perianali, prolassi muco-emorroidari, presenza di trombosi emorroidarie, etc. Con l’esplorazione digitale si potranno invece apprezzare eventuali difetti dello sfintere, stenosi anali, patologie prostatiche, un rettocele anteriore, un’insufficienza contrattile dello sfintere, cicatrici interne, localizzare una eventuale sensazione riferita dal paziente, quantificare un prolasso mucoso, apprezzare nodularità sospette, etc.
L’ANOSCOPIA viene effettuata con l'anoscopio: uno strumento tubolare e di forma conica, rigido, monouso ed in plastica. La lunghezza è di circa 7 cm (5-6 cm quelli pediatrici) ed il diametro intorno ai 20 mm (max 18mm quelli pediatrici). Il diametro di questo strumento è poco più di quello del dito, quindi i fastidi sono minimi e, naturalmente, l'esame può essere interrotto qualora non sopportato dal paziente, inoltre come già detto, spesso si impiegano anche per gli adulti anoscopi pediatrici, per cui non esiste il tanto temuto dolore della visita. Lo strumento può terminare tronco o a becco di flauto. È di norma autoilluminante (self-light) o comunque concepito affinché possa essere inserita nel manico una piccola fonte di luce. Lo strumento comprende uno stantuffo interno che viene rimosso dopo che l’anoscopio è stato inserito all’interno del canale anale.
Tramite la visualizzazione diretta tramite anoscopia si potrà integrare l’esplorazione rettale e si potranno agevolmente ricercare e confermare eventuali ragadi, trombosi interne, orifizi interni di fistole perianali, nodularità sospette palpate durante l’esplorazione, valutare lo stato della mucosa del retto basso e del canale anale e quindi diagnosticare proctiti, prolassi emorroidari più o meno pronunciati e spesso differenziare un sanguinamento di possibile origine alta qualora un’anoscopia totalmente negativa riguardi un paziente con riferiti episodi di rettorragia. 



L’anoscopia rappresenta quindi anche una prevenzione del cancro del retto basso, perché permette di diagnosticare e trattare precocemente lesioni o polipi sospetti ancora asintomatici. L’anoscopia, come completamento di una visita proctologica, permette, grazie alla visione diretta da parte del Proctologo di confermare le patologie riscontrate durante l’esplorazione rettale e di monitorarne accuratamente l’evoluzione.